Controinformazione dai comuni di:
Frascati, Grottaferrata, Marino, Castelgandolfo, Albano, Ariccia, Genzano, Lanuvio, Nemi, Velletri, Monteporzio Catone, Montecompatri, Rocca di Papa, Rocca Priora.

venerdì 30 novembre 2012

Pediatria a Marino,la partita è ancora aperta

Non possiamo condividere la soddisfazione della Giunta Comunale di Marino, dell'assessore Pisani e del Sindaco Palozzi sull'evoluzione della situazione del nostro nosocomio. Se il trasferimento del pediatra da Velletri, come afferma lo stesso Pisani, è temporaneo non possiamo considerare questa situazione come conclusa. La temporaneità di una soluzione rischia solo di nascondere le problematiche reali, che riemergeranno sicuramente di qui a qualche mese almeno che non ci si muova per utilizzare questo tempo per operare realmente al miglioramento della situazione del nostro ospedale. La lettera congiunta scritta per il commissario Bondi non deve essere letta, come traspare dalle dichiarazioni del sindaco, come una sua illuminata apertura al dialogo ma come una silente conferma, da parte sua, dell'incapacità di rispettare quelle promesse fatte durante le scorse elezioni e di gestire in maniera monopolistica gli interessi della cittadinanza. Il partito della Rifondazione Comunista di Marino non considera chiusa la partita per l'Ospedale e nei prossimi mesi continueremo la nostra azione di tutela per il diritto alla sanità pubblica dei cittadini: a tal ragione ricordiamo al Sindaco Palozzi e all'assessore Pisani che la richiesta a Bondi non deve restare una lettera morta, un atto fatto e subito accantonato ma un primo passaggio per continuare un discorso, da estendere anche con il nuovo commissario della ASL RM H Mucciaccio a livello locale e regionale, di rifondazione della sanità nel nostro territorio.

mercoledì 28 novembre 2012

Mille firme per le primarie dei lavoratori.


Domenica 25 le primarie dei lavoratori hanno fruttato la raccolta di oltre 1000 firme per la campagna referendaria su articolo 18, art. 8 e cancellazione della riforma Fornero sulle pensioni.
I banchetti per i referendum sono stati presenti nelle piazze di Ariccia, Albano, Nettuno, Anzio Labico e di tanti altri paesi dei Castelli Romani e della Litoranea.
C'è stata dunque una partecipazione popolare che difficilmente potrà essere conosciuta attraverso la lettura del giornale, una partecipazione che nessuna televisione ha sentito la necessità di far conoscere e raccontare. Daltra parte in un Paese governato direttamente da emanazioni dei poteri forti con il beneplacido del PdL, dell'Udc e del Partito Democratico i diritti dei lavoratori non fanno più notizia se non, troppo tardi, quando nelle aziende si profila l'ecatombe dei licenziamenti.
Ci hanno detto che per far uscire dalla crisi il nostro Paese era necessario eliminare i lacci del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro. Ci hanno detto che per salvare l'Italia era necessario ridimensionare le tutele dei lavoratori e prolungare la loro vita attiva. Monti ci dice che la medicina è stata amara ma oggi stiamo meglio. Tuttavia dopo questa cura miracolosa scopriamo che la disoccupazione che un'anno fa era all'8,5% oggi è al 10,8%. L'inflazione era al 2,5% ora è al 3,6% . I consumi che erano +0.1% ora sono – 3,2%. E' giunto il momento di fermare questi “successi”. Noi crediamo che per salvare l'Italia sia necessario ripartire dal lavoro e dai diritti. Per questo motivo abbiamo messo in campo i referendum sui temi che i lavoratori ritengono primari.
La sfida per raggiungere il quorum necessario a rendere validi i referendum, nel silenzio assordante di gran parte dell'informazione, non è facile, ma la mobilitazione dei circoli del Partito della Rifondazione Comunista continuerà anche nei prossimi giorni.
Sul sito http://referendumlavoro.blogspot.it/ è possibile vedere dove e quando poter firmare nei comuni del territorio dei Castelli Romani, dei monti Prenestini e della Litoranea.
I referendum sono una parte importante di una politica che si oppone al neoliberismo di Monti. L'alternativa politica a Monti non potrà venire dal PD che lo ha sostenuto, ma solo dalle lavoratrici e dai lavoratori che si riappropriano del diritto di partecipare direttamente alle scelte politiche che li riguardano.
Marco Bizzoni
Segreteria PRC “Castelli, Colleferro, Litoranea”
prccastelli@hotmail.it
http://prccastelli.blogspot.it

giovedì 22 novembre 2012

Prc Castelli, in piazza per le questioni PRIMARIE dei lavoratori.


Il 25 novembre il Partito della Rifondazione Comunista dei Castelli Romani, dei monti Prenestini e della litoranea sarà impegnato nel far esprimere i lavoratori sulle questioni PRIMARIE che attengono alla loro vita.
Nelle piazze di Labico, Albano, Genzano, Marino, Anzio, Nettuno e di molti altri comuni prosegue la campagna referendaria di raccolta firme per il ripristino dell'art. 18 e per l'abrogazione dell'art. 8 dell'ultima legge di stabilità del governo Berlusconi, che consente di derogare al contratto nazionale di lavoro. Continua inoltre la raccolta di firme per la cancellazione della riforma Fornero sulle pensioni.
Ci dicono quotidianamente che la medicina è amara ma bisogna prenderla. Ci dicono che senza Monti saremmo caduti nel precipizio. Ci dicono che tutto quello che è stato fatto era necessario per restare in Europa. Quello che non dicono, i grandi produttori di informazione, è che nell'ultimo anno le riforme pensionistiche hanno portato l'età di accesso alla pensione a 70 anni, con una redditività pari al 40% di quelle attuali. Nel frattempo, con la crisi, è cresciuta la disoccupazione, la cassa integrazione esplode e si intensificano i processi di precarizzazione del lavoro. Perchè, dunque, in queste condizioni il governo Monti canta le proprie lodi? Perchè i mercati effettivamente ne hanno riconosciuto il lavoro. Che non è stato, come tromboneggiano i quotidiani più diffusi, quello di salvare l'Italia, ma più semplicemente quello di ridimensionare i diritti, le aspettative, le possibilità di trovare e mantenere il lavoro e la certezza del reddito dei lavoratori. I quali si ritrovano, a conclusione delle “riforme necessarie”, con un “mercato” del lavoro sovraffollato a causa dell'allungamento dei tempi di pensionamento, in lotta tra genitori e figli per ottenere\mantenere un lavoro, perdenti perchè i redditi si riducono progressivamente perdendo la reale capacità di acquisto.
Quale Italia stanno salvando con le misure di austerità se non quella dei padroni, dei finanzieri e dei banchieri? Il PRC ritiene che possano essere compiute altre scelte per consentire al nostro Paese di rimettere in moto la macchina produttiva e far tornare a girare l'economia. Scelte che vedano le imprese pagare le tasse in modo proporzionalmente maggiore dei propri lavoratori, scelte che vedano lo Stato impegnarsi in un'operazione di redistribuzione del reddito nazionale in favore dei lavoratori invece che in favore dei padroni. Scelte che vedano il Paese impegnato nel creare concorrenza produttiva sui diritti del lavoro e non sul suo costo più basso.
Per questi motivi abbiamo avviato la campagna referendaria, per dare il segno della possibilità di percorrere altre strade per superare la crisi. Mettere la firma sui quesiti per cancellare la riforma pensionistica della ministra Fornero è veramente un azione PRIMARIA che i lavoratori possono fare. Per invertire la rotta seguita sino ad oggi, di compressione di reddito e di diritti, e ripartire nella riconquista di rapporti sociali in cui il lavoro ed il reddito non siano più considerato una merce ed il suo corrispettivo ma diritti disponibili per tutti. All'indirizzo http://referendumlavoro.blogspot.it/ è possibile vedere dove il 25 novembre il PRC sarà presente con i banchetti referendari.
Marco Bizzoni
Segreteria PRC “Castelli, Colleferro, Litoranea”


venerdì 16 novembre 2012

Castelli Romani, il PRC solidarizza con docenti e studenti in difesa della scuola pubblica.

Castelli Romani, il PRC solidarizza con docenti e studenti in difesa della scuola pubblica.
La manifestazione del 14 a Roma ha visto i docenti e gli studenti riprendersi il diritto di parola e di critica sulle politiche di impoverimento della scuola pubblica che continuano ad essere adottate. Anche gli studenti dei Castelli Romani tornano ad essere protagonisti sul territorio occupando o cogestendo i propri istituti. In tal modo continuano ad esprimere la propria protesta per una scuola pubblica che di taglio in taglio, PD, UdC e PdL stanno riducendo ad un servizio essenziale, caritatevole, per poveri.
La risposta repressiva dell'autorità costituita alla manifestazione di Roma del 14 ha spostato l'attenzione dell'opinione pubblica dai motivi della protesta alla ricerca delle responsabilità dei scontri di piazza.
A Roma docenti e studenti hanno manifestato perchè l'istruzione non può, e non deve, essere trattata alla stregua di una merce. Essa è un diritto che deve essere garantito ed assicurato a tutti i cittadini nel pieno rispetto della costituzione, cioè senza che lo Stato finanzi le scuole private. Invece, proprio in queste ore, grazie ad un emendamento di un deputato del PD il Parlamento ha approvato nella legge di stabilità lo stanziamento di 223 milioni di euro per le scuole paritarie. Non solo viene rifiutato il confronto con i soggetti della scuola, non solo si delega alla repressione il compito di affrontare la protesta, ma nello stesso tempo docenti e studenti vengono burlati con atti del Parlamento che vanno in senso opposto alle loro richieste.
Il PRC ritiene indegna questa scelta anticostituzionale appena fatta dai Parlamentari in carica e ne chiede la cancellazione. Nello stesso tempo chiediamo che il disegno di legge ex Aprea non sia approvato. Perchè, in assenza di riferimento unitari e precisi per tutte le scuole, porterebbe alla frantumazione del sistema scolastico nazionale. Perchè attribuisce poteri ai dirigenti scolastici in grado di soffocare la democrazia nelle scuole. Perchè avvia un processo di privatizzazione dell’istruzione, una mercificazione del sapere che fa strame da quanto affermato nella Costituzione. Perchè stabilisce la validità di un sistema di valutazione contestato dai collegi docenti, perchè basato su test d’apprendimento completamente avulsi dalle variabili socio-economiche in cui gli istituti scolastici operano. Docenti e studenti con la loro protesta ci ricordano che la scuola non è proprietà della strana maggioranza PdL-PD-UdC ma è un BENE COMUNE del Paese. Per questo è necessario che questo disegno di legge sia realizzato solo a seguito di un profondo dibattito che coinvolga pienamente il mondo della scuola.
Gli studenti in lotta che occupano il “Foscolo” di Albano, il “Vailati” e il “Pertini” di Genzano, il “Landi ed il “Vallauri” di Velletri stanno commettendo un illegalità ma noi crediamo che essi abbiano ragione nella loro azione perchè “una legge ingiusta è una forma di violenza alla quale è doveroso ribellarsi”, per questo motivo “la disobbedienza civile diviene un dovere sacro quando lo stato diviene dispotico” e non vuole ascoltare i suoi cittadini.
Esprimiamo quindi la nostra solidarietà e ringraziamo gli studenti per la lotta che stanno portando avanti. Questi nostri ragazzi sono veramente “La meglio gioventù”. Giovani che non aspettano pigramente che gli eventi si realizzino ma che, esponendosi con azioni da cui potrebbero patire amare conseguenze cercano, con generosità, di fermare il DDL ex Aprea. Che, se approvato, aprirebbe un processo in grado di spingere le istituzioni scolastiche verso un modello di scuola di stampo aziendalistico ed autoritario in grado di affossare il vero diritto all'istruzione.
Il PRC lancia un appello a quanti eletti ed operanti nelle istituzioni, in primo luogo Sindaci, Assessori e Consiglieri comunali, affinchè ascoltino le richieste di questi giovani e di chi lavora nella scuola, e dalle loro posizioni operino affinchè sia evitata l'approvazione del DDL ex Aprea e sia fermato il depauperamento della scuola pubblica.
Marco Bizzoni
Segreteria PRC “Castelli, Colleferro, Litoranea”

giovedì 15 novembre 2012

Studenti in protesta nelle scuole dei Castelli



Da castellinews.it

Sara Testa


(Velletri - Cronaca) - Dopo la manifestazione pacifica di sabato sera, ieri mattina a Velletri sono state occupate due scuole medie secondarie. Si tratta dell'istituto tecnico industriale statale "Giancarlo Vallauri" e del liceo scientifico "Ascanio Landi", entrambi situati in via Salvo D'Acquisto, dove gli studenti hanno effettuato un'occupazione disciplinata e controllata e sono tuttora in assemblea permanente. In altre due scuole invece, il liceo artistico in via Ferruccio Parri e l'istituto tecnico commerciale "Cesare Battisti" in via dei Lauri, si sono svolte assemblee straordinarie. Protesta anche a Frascati dove gli studenti dell'istituto per geometri "Michelangelo Buonarroti" sono in autogestione da questa mattina. Occupati oggi anche il liceo classico "Ugo Foscolo" di Albano, dove si sono uniti alla protesta anche alcuni studenti dell'istituto professionale "Nicola Garrone" e il liceo scientifico "Giovanni Vailati" e l'istituto "Sandro Pertini" a Genzano.

«Dopo il flash-mob di sabato 10 in Piazza Cairoli – scrivono in una nota dal circolo Sel di Velletri-Lariano –, di una nutrita rappresentanza di docenti, l'hanno capito anche gli studenti medi di Velletri che ieri al Liceo "Landi" e "Vallauri" e oggi presso gli altri istituti, manifestano presso gli edifici scolastici per denunciare alla pubblica opinione una condizione di sofferenza sottovalutata e ignorata anche deliberatamente da gran parte delle oligarchie politiche. Senza voler strumentalizzare queste iniziative ci sentiamo di solidarizzare con questa generazione di donne e di uomini che ha tutto il diritto di prendere in mano il proprio futuro e rivendicare la centralità, nella società moderna, del pieno esercizio del diritto all'istruzione che prima ancora di misurarsi con il termine "meritocrazia" deve garantire uguaglianza e pari opportunità che invece l'attuale processo di riforma mina alla base. Un'insieme di provvedimenti che attaccando anche il ruolo centrale della funzione docente e del principio di libertà di insegnamento costituzionalmente garantito, determinano all'orizzonte un nuovo modello di istruzione classista, dove la mobilità sociale diviene sempre più un miraggio. La stessa proposta del Ministro Profumo sulle ore di insegnamento, passate da 18 a 24 e poi di nuovo ridotte, oltre che ridicola, dimostra che anche questo Governo, come il precedente, ragiona per luoghi comuni senza dare una prospettiva ad un sistema complesso e delicato come quello dell'istruzione».

 Occupate da mercoledì il "Landi" e il "Vallauri" di Velletri e da giovedì mattina il "Foscolo" di Albano e il "Vailati" e il "Pertini" di Genzano

domenica 11 novembre 2012

I posti letto degli ospedali nella provincia di Roma sono una necessità non uno spreco

Dopo i tagli dalla Polverini il sistema sanitario del Lazio è al collasso, tuttavia il governo Monti con l'applicazione del provvedimento sulla “spending review”, votato in Parlamento dal PD insieme al PdL e Udc, si accinge a distruggere quel che resta della sanità laziale.
La vicenda del pronto soccorso di Albano, denunciata nei giorni scorsi dai medici che vi lavorano, ha messo in evidenza che risparmiare sulle risorse per erogare i servizi significa portarli alla chiusura. Malgrado ciò il governo annuncia che nel Lazio dovranno essere eliminati ancora circa 2000 posti letto. Se questa è la lotta agli sprechi che portano avanti il governo ed i partiti che lo appoggiano, in primis il PD nazionale, allora significa che per loro la salute dei lavoratori non è un diritto ma uno spreco.
Il Partito della Rifondazione Comunista e pienamente convinto della necessità di eleminare sprechi e spese inutili che come tutti sanno gravano principalmente sulle tasche dei lavoratori. Per far questo ritieniamo che sia necessario superare un modello di sanità fondato sulla centralità esclusiva dell’ospedale. Troppo spesso, quel modello, ha privilegiato le ambizioni di primariato di alcuni medici a discapito della effettiva funzionalità dei reparti e delle specialistiche necessarie. Noi crediamo che per operare una vera razionalizzazione della sanità, che non voglia essere mera ricerca di risparmio, sia necessario affiancare all'abbattimento dei costi del sistema il miglioramento della qualità delle prestazioni. In tale ottica riteniamo che sia necessario ritornare allo spirito originario della legge istitutiva del servizio sanitario nazionale del 1978 che era essenzialmente incentrata sulla prevenzione. Per far ciò, prima di ridurre i posti letto, è necessario riorganizzare il sistema attraverso una rete di presidi territoriali e una reale integrazione degli aspetti sociali con quelli sanitari.
Anche le organizzazioni professionali dei medici del Lazio fanno osservare che il taglio di duemila posti letto, previsti dal governo, va ben oltre le necessità stabilite dalla “spending review”, che prevede un rapporto di 3,7 posti letto ogni mille abitanti.
Già oggi, con i posti letto tagliati sino ad ora, avviene che pazienti con serie malattie in fasi acute che necessitano di ricoveri in ospedale debbono passare ore, e a volte giorni, su barelle in spazi inadeguati, spesso corridoi, prima di essere accolti in un letto di un reparto ospedaliero. Il taglio di ulteriori posti letto non potrà che aggravare questa situazione.
Nella sanità del Lazio occorre colpire sprechi e inefficienze, ma è anche necessario che la politica di ottimizzazione e di riclassificazione della rete ospedaliera avanzi contestualmente ad una riorganizzazione complessiva del sistema. Una politica che preveda la costituzione di presidi territoriali di cura e di prevenzione. Ci opponiamo all'affossamento del servizio sanitario regionale portato avanti in nome di una presunta “razionalizzazione”, che viene giustificata con una politica dei due tempi: si chiudono oggi le strutture sanitarie promettendo “domani” una maggiore offerta sanitaria. Per questo Rifondazione Comunista si batte, e continuerà a battersi con tutte le proprie forze, affinchè i lavoratori non debbano continuare a subire sulla loro pelle gli effetti nefasti del ridimensionamento e peggioramento della quantità e qualità del servizio sanitario pubblico.
Marco Bizzoni
Segreteria PRC “Castelli, Colleferro, Litoranea”

sabato 10 novembre 2012

PRC Castelli, prosegue la raccolta firme per i referendum sul lavoro.

PRC Castelli, prosegue la raccolta firme per i referendum sul lavoro.

Continua nei comuni dei Castelli Romani, dei monti Prenestini e del litorale la raccolta di firme per i referendum sul lavoro e sulle pensioni promossi dal Partito della Rifondazione Comunista.
Nel silenzio più assordante dell'informazione ufficiale il 13 ottobre ha preso il via la campagna referendaria per consentire ai cittadini-lavoratori di dire la loro sulle questioni che, negli ultimi mesi, hanno messo in ginocchio i loro diritti con i voti in Parlamento di PD, Pdl, e UdC.
Prima di essere costretto alle dimissioni il governo Berlusconi, nell'estremo tentativo di rimanere in sella, ha omaggiato i poteri forti con l'articolo 8 della sua ultima manovra finanziaria dell'agosto 2011. Con questo articolo è stato dato un colpo mortale alla centralità e prevalenza del contratto nazionale di lavoro, prevedendo, per i padroni, la posibilità di derogarvi. Ciò significa che se lorsignori vogliono può non esistere più una tutela collettiva dei lavoratori ma solo le 160 forme contrattuali create in questi anni dal centrodestra. Il percorso di disintegrazione dei diritti dei lavoratori è poi proseguito con il governo Monti che, grazie alla disponibilità del PD, ha potuto realizzare ciò che a Berlusconi non era mai riuscito nei suoi vent'anni di regno. Abrogare sostanzialmente l'art. 18 dello statuto dei lavoratori che consentiva una tutela dei lavoratori rispetto i licenziamenti ILLEGITTIMI delle imprese. Un ulteriore colpo ai lavoratori è stato poi dato dalla riforma delle pensioni del ministro Fornero che ha innalzato l'età pensionistica, realizzando quel capolavoro dei lavoratori esodati. Lavoratori cioè che non hanno più il lavoro e nello stesso tempo non hanno più diritto alla pensione. Queste politiche sono passate, come si è visto, anche con il voto favorevole del PD con la scusa che erano necessarie per rimettere in sesto il mercato del lavoro del Paese e far ripartire l'economia. Così, con la scusa della crisi e della mancanza di lavoro, PD, PdL e UdC hanno reso possibile licenziare ad ogni capriccio del padrone, schiacciare i lavoratori sotto il tacco di contratti senza tutele, ritardare il tempo di accesso della pensione. Risultato di queste politiche, messo in evidenza in questi giorni dai dati degli istituti di studio, è la crescita della disoccupazione, l'abbassamento del reddito e la totale precarizzazione dei lavoratori. Tutte cose che in questi giorni i lavoratori della Montebovi a Lanuvio, a cui va tutto il nostro sostegno e la nostra solidarietà, stanno vivendo sulla propria pelle.
Rifondazione Comunista, insieme ad altri soggetti della sinistra sindacale e politica, hanno deciso di indicare un diverso percorso per uscire dalla crisi. In quest'ottica sono stati messi in campo dei referendum che vogliono cancellare tutte le controriforme sino ad ora realizzate, in modo da rimettere al centro dello sviluppo economico del nostro Paese il diritto al lavoro, il diritto ad un reddito adeguato dei lavoratori e dei disoccupati e il diritto ad andare in pensione prima di morire. Per questi motivi invitiamo i lavoratori a firmare le proposte di referendum presso i Comuni oppure nei banchetti previsti le cui date e luoghi di raccolta possono essere visionati al sito http://referendumlavoro.blogspot.it/ .
Come si è visto Lorsignori sono la crisi, noi lavoratori la soluzione. Per questo far decidere i lavoratori sulle politiche sino ad ora portate avanti dal governo Monti, insieme a PD, PdL e UdC, è il primo passo per andare oltre le politiche recessive di lacrime e sangue, per i ceti medi e popolari, fino ad ora realizzare. Noi proponiamo una diversa politica di redistribuzione del reddito nazionale. Una redistribuzione che consenta ai lavoratori di avere il reddito per acquistare le merci di cui necessitano e in questo modo rimettere in moto il mercato. Questa è l'unica vera azione in grado di far ripartire la nostra economia e far uscire il Paese dalla crisi.
Cambiare si può. Per riuscirci è necessario che tutti i cittadini-lavoratori si sentano impegnati non solo a firmare personalmente per la presentazione dei quesiti referendari ma anche a promuoverli tra i propri conoscenti.
Marco Bizzoni
Segreteria PRC “Castelli, Colleferro, Litoranea”

venerdì 9 novembre 2012

Coordinamento delle scuole dei Castelli Romani

Martedì scorso 30 ottobre alle ore 17.30 si è riunito, presso l’Istituto Alberghiero “U. Tognazzi” di Velletri, il Coordinamento delle scuole dei Castelli Romani.


L’incontro ha seguito l‘Assemblea pubblica con docenti, studenti e genitori che ha visto un dibattito molto partecipato e proficuo sui temi presentati:
legge ex-Aprea, problema dell’aumento delle ore di insegnamento dei docenti e iniziative di protesta attivare dalle varie scuole e da attivare.
Si è evidenziato un buon interesse degli studenti ed un loro desiderio di partecipare attivamente alla riflessione.
Il coordinamento ha preso atto delle osservazioni presentate in Assemblea ed ha accolto alcune proposte operative da organizzare a breve:
- flash mob da organizzare nella prossima settimana a Velletri ed eventualmente in altre locelità dei Castelli Romani;
- fiaccolata da organizzare a Velletri con la partecipazione di docenti, studenti e genitori;
- iniziative di pressione civile a partiti, sindacati ed istituzioni.
Il Coordinamento  auspica che le scuole ancora assenti possano presto dare la propria adesione e garantire la loro attiva partecipazione alle varie iniziative e agli incontri.
La prossima riunione di coordinamento si terrà mercoledì 7 novembre alle ore 15.00 presso la palestra dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Antonio Cederna” di Velletri (Via Parri).

martedì 6 novembre 2012

Il triste primato dei Comuni dei Castelli Romani: il più alto rischio di mortalità della Provincia di Roma

I valori dell’arsenico imposti dalla legge sono rimasti disattesi per 10 anni e prima della norma le concentrazioni erano intorno ai 50 microgrammi, dunque è chiaro che per le popolazioni dei Castelli Romani l’esposizione all’arsenico nelle acque non è stata occasionale, ma prolungata e cronica e, dunque, altamente rischiosa.
Vivere in questi Comuni dei Castelli Romani espone i cittadini a più elevati rischi di mortalità, connessi alla decennale presenza di Arsenico nelle acque potabili e alla mancata informazione da parte delle Istituzioni e dei Sindaci.
Leggi tutto l'articolo e i grafici che non troverete sugli altri giornali: http://sotto-terra-il-treno.blogspot.it/

Un saluto
Danilo 

sabato 3 novembre 2012

Premio "Uovo di Colombo" de ilmamilio.it ad Andrea Castricini

da ilmamilio.it
GROTTAFERRATA - L'assessore ai Lavori pubblici di Grottaferrata è il primo amministratore premiato per opere a basso costo e ad alta utilità: la motivazione del riconoscimento è nella realizzazione della rotatoria di via XXIV maggio-via Anagnina. Ecco il significato dell'iniziativa della redazione de ilmamilio.it
Un premio per quegli amministratori che si siano distinti nella progettazione e nella realizzazione di opere pubbliche o comunque interventi per i cittadini a basso costo e ad alta efficienza ed utilità.
Lo abbiamo chiamato premio "Uovo di Colombo" proprio perché, nel nostro immaginario, si tratta di interventi relativamente semplici ma che a dispetto di un impegno economico per lo più modesto danno grandi benefici ai cittadini.
La vicenda dell'uovo di Colombo è ben nota (da it.wikipedia.org): dopo il suo ritorno dall'appena scoperta terra nuova, l'America, nel 1493, Cristoforo Colombo fu invitato a una cena tenuta in suo onore dal cardinale Pedro Gonzalez de Mendoza. Qui alcuni gentiluomini spagnoli cercarono di sminuire la sua impresa dicendo che la scoperta del Nuovo Mondo non sarebbe stata poi così difficile e che chiunque avrebbe potuto riuscirci. Udito questo, Colombo sfidò i commensali a un'impresa altrettanto facile: far stare un uovo dritto sul tavolo. Vennero fatti numerosi tentativi, ma nessuno riuscì a realizzare quanto richiesto. Convinti finalmente che si trattasse di un problema insolubile, i presenti chiesero a Colombo stesso di cimentarsi nell'impresa. Questi si limitò a praticare una lieve ammaccatura all'estremità dell'uovo, picchiandolo leggermente contro il tavolo dalla parte più larga, e l'uovo rimase dritto. Quando gli astanti protestarono dicendo che lo stesso avrebbero potuto fare anche loro, Colombo rispose: "La differenza, signori miei, è che voi avreste potuto farlo, io invece l'ho fatto!". L'origine dell'aneddoto è incerta ma il senso molto chiaro e questo è esattamente lo spirito col quale ilmamilio.it si pregia di aver ideato questo semplice premio, riconoscimento a cadenza non periodica.
Il primo amministratore comunale a ricevere il premio "Uovo di Colombo" de ilmamilio.it è l'assessore ai Lavori pubblici di Grottaferrata, Andrea Castricini. A lui la nostra redazione ha voluto consegnare il simbolico riconoscimento per la rotatoria ideata e realizzata in questi mesi lungo via XXIV maggio, all'incrocio con via Anagnina. Un'opera pubblica a bassissimo costo ma i cui benefici, nonostante sia ancora in fase di completamento e perfezionamento, sono già evidentissimi. La consegna della targa è avvenuta presso la sede comunale di palazzo Consoli in questi giorni.
"La rotatoria - spiega l'assessore Castricini - ha un costo di poche migliaia di euro. Completata la fase sperimentale nelle scorse settimane, stiamo realizzando i raccordi di marciapiedi: dopo di che sostituiremo le attuale barriere mobili che costituiscono oggi il rondò con una vera rotatoria con aiuola centrale. Sono contento per questo inatteso e insolito riconoscimento che però voglio dividere col geometra comunale Enrico Antonelli, grazie al quale è stato possibile progettare l'intervento e con gli altri componenti dell'ufficio tecnico". La rotatoria ha un diametro di 8 metri ed ha sostituito l'impianto semaforico in uno degli incroci più critici dei Castelli. Qualche perplessità, in verità, resta per l'effettivo innesto stradale sul rondò: chi proviene da Molara-Rocca Priora imbocca l'incrocio senza alcuna deviazione di traiettoria e quindi potenzialmente senza significativa riduzione della velocità, il che rende comunque pericoloso l'innesto.
"Purtroppo gli spazi sono ridotti e più di questo non è stato progettualmente possibile fare. Per realizzare una rotatoria migliore sarebbe stato necessario espropriare alcune aree private con relativi lavori edili, con grande aumento dei costi e dei tempi di realizzazione. Provvederemo comunque a realizzare un efficace sistema di segnalazione e di illuminazione dell'incrocio". Nei giorni prossimi il semaforo attualmente lampeggiante verrà rimosso e si procederà con la realizzazione del nuovo segnalamento dell'incrocio.